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Formazione

Corso di Makeup Artist – la testimonianza di Francesca

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Ciao mi chiamo Francesca e sono una ex allieva del corso di Make-Up Artist di Istituto Luigi Sturzo

Il trucco è stata sempre la mia passione, lavoravo e lavoro per un noto marchio di Make-Up e forse da qui l’esigenza di volermi formare e specializzare in questo settore

Mi sono guardata molto in giro prima di giungere all’Istituto Luigi Sturzo. Per fortuna è stata questa la mia ultima scelta e oggi posso dire di esserne contenta e se tornassi indietro rifarei la stessa scelta.

Docenti professionali e disponibili, uno staff gentile e sempre a disposizione, una formazione all’altezza delle aspettative sono le ragioni per le quali consiglio a tutti Istituto Luigi Sturzo..

Sono trascorsi quasi  3 anni dal termine del corso. Una grande voglia di raggiungere livelli alti mi ha portata ad aggiornarmi, ma già il corso di Make Up Artist mi ha messo in grado di lavorare alla grande da subito! Trucco per cerimonie, per spose, ho fatto esperienze di trucco su set di fotografia. Non pecco di presunzione se vi dico che la mia agenda è piena di appuntamenti! Questo corso mi ha permesso davvero di realizzarmi e lavorare per quello che più mi piace: il Makeup

Oggi ho una community facebook seguita, in pochissimo tempo, da 1775 persone. Ne sono fiera e di questo successo fa parte l’Istituto Luigi Sturzo!

Alcuni dei lavori di Francesca

Aperte le iscrizioni per n°6 corsi di formazione rivolti ai lavoratori percettori di Ammortizzatori Sociali in deroga

Aperte le iscrizioni per n°6 corsi di formazione rivolti ai lavoratori percettori di Ammortizzatori Sociali in deroga

By | Formazione, Lavoro, Senza categoria | Comments

I corsi sono rivolti ai lavoratori percettori di Ammortizzatori Sociali in deroga, negli anni 2012-2014, ed in particolare:

  • ai lavoratori sospesi in Cassa Integrazione Guadagni in deroga (CIG);
  • ai lavoratori espulsi percettori di indennità di mobilità in deroga o di trattamento equivalente all’indennità di mobilità previsto dal comma 8 bis DL.n.185/08 convertito, con modificazioni con la L.2/2009;
  • ai lavoratori disoccupati che negli anni 2012, 2013 e 2014 erano percettori di ammortizzatori sociali in deroga.

Titolo di studio richiesto per l’accesso ai corsi è l’Assolvimento all’obbligo scolastico

Al termine del percorso formativo verrà rilasciato un Attestato di frequenza con profitto

Ogni singolo corso avrà la durata di: 200 ore.

Percorsi Formativi realizzati:

Per la sede di Villaricca (NA) – Via G. Siani, 35:

  • Addetto Amministrativo – Codice Corso: L1-3241
  • Installatore e manutentore di impianti fotovoltaici, solari termini e termodinamici – Codice Corso: L1-3243
  • Operatore di saldatura – Codice Corso: L1-3226

Per la sede di Trentola Ducenta (CE) – c/o Centro Commerciale Jambo1:

  • Addetto Amministrativo – Codice Corso: L1-3249
  • Installatore e manutentore di impianti fotovoltaici, solari termini e termodinamici – Codice Corso: L1-3250
  • Operatore di saldatura – Codice Corso: L1-3248

Per informazioni contatta il nostro numero verde 800.18.25.18 o invia una mail all’indirizzo info@ilsformazione.it.

Nita1

Corso di MakeUp Artist – la testimonianza di Nita

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Nita1Ciao a tutti, mi chiamo Nita e da poco ho terminato il corso di Make Up Artist dell’Istituto Luigi Sturzo.
Ho sempre avuto una forte passione per il Make up e, lavorando in profumeria, avevo bisogno di un attestato di partecipazione ad un corso di trucco ma, soprattutto, di imparare bene tutti i “trucchi del mestiere”.
Ho cercato in diverse scuole ma alla fine ho scelto la sede del Jambo dell’istituto Luigi Sturzo per la vicinanza e per la comodità.

Ho iniziato il corso un po’ titubante ma l’ambiente che ho trovato a scuola è stato da subito accogliente e mi sono trovata molto bene, sia con le insegnanti che con le mie compagne di corso.
A poco a poco ho iniziato a divertirmi ed appassionarmi sempre di più ma ci sono stati anche momenti di sconforto in cui credevo di non farcela, soprattutto nelle ultime lezioni in cui mi sentivo ancora “acerba”.

 

Ho continuato però a perseverare e ricevere l’attestato finale mi ha dato una forte dose di autostima.Nita2
Così, forte degli insegnamenti ricevuti e delle abilità maturate grazie al corso, ho continuato ad allenarmi e intanto mandavo il mio curriculum. Dopo neanche un mese dalla fine del mio corso di Make Up, mi chiama l’azienda MAC per un colloquio!
Sì, proprio il marchio di trucco n°1!

Le selezioni sono state durissime, ho dovuto truccare e dimostrare le mie competenze davanti ai responsabili. Ho dovuto dimostrare più volte quello che sapevo fare e mi è bastato riportare tutto ciò che avevo imparato a scuola.
È andata benissimo! Mi hanno assunta dopo un mese allo Store di Roma Termini.

Beh, se avete una passione coltivatela, iscrivetevi ad una scuola per imparare un’ottima tecnica, insomma, fate come me: io ci sono riuscita!
il resto verrà da sé….in bocca al lupo!!!!

Chi è e cosa fa l’agente di commercio?

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La figura professionale dell’agente di commercio è sempre molto richiesta.

Ma chi è e cosa fa esattamente?

agente di commercioL’agente di commercio assume in modo stabile l’incarico di stringere contratti commerciali tra l’azienda committente e i potenziali clienti, rappresentando dunque l’azienda in questione in una determinata area geografica, con limiti e obiettivi prefissati. Egli, quindi, puo’ gestire il tempo a sua disposizione tenendo conto del numero di clienti che deve raggiungere in quel territorio.

Esistono principalmente due tipi di agenti di commercio: i monomandatari, che lavorano per una sola azienda, e i plurimandatari, che lavorano per più aziende allo stesso tempo.

Lo stipendio percepito dall’agente di commercio potrebbe prevedere una parte fissa ed una variabile, legata al fatturato prodotto dal suo lavoro, chiamata anche provvigione, o solamente una parte fissa.

Quali sono le caratteristiche di un buon agente di commercio?

Deve essere disponibile a viaggiare, avere un’attitudine spiccata per la vendita, una buona capacità di resistenza allo stress, conoscenze informatiche, e deve conoscere molto bene i prodotti che è chiamato a vendere.

In quali settori può operare un agente di commercio?

I settori in cui opera sono molti e differenti: dall’abbigliamento alla cosmesi, dal settore farmaceutico (in questo caso si parla di informatori medico scientifici e viene di norma richiesta una laurea ad indirizzo scientifico) a quello alimentare e così via.

Un agente di commercio può aspirare a ricoprire il ruolo di capo area ed essere quindi responsabile di più agenti di commercio.

Forse non tutti sanno che:

Le figure dell’agente e del rappresentante di commercio sono sempre ricercatissime. Basta visitare su internet siti come agenti.it, oppure cercoagenti.it, od ancora venditori.it per farsene un’idea. Gli investimenti economici per diventare agente o rappresentante di commercio sono modesti. Per l’abilitazione infatti basta frequentare un percorso di formazione riconosciuto da una delle Regioni italiane il cui costo può variare dai 400 ai 700 euro. Il corso di Istituto Luigi Sturzo, ossia il nostro corso, ha un costo totale di 400 euro.

Per informazioni sul corso di agente di commercio dell’Istituto Luigi Sturzo basta cliccare qui!

Perché fare un corso di formazione professionale

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La Formazione Professionale rappresenta, oggi più che mai, la risposta alle tante aziende in costante ricerca di professionisti che rispondano alle loro esigenze.

Forse però non sappiamo che è anche l’arma che ognuno di noi può utilizzare per imparare la professione verso la quale sentiamo di essere più orientati.

La Formazione Professionale è un sistema gestito dalle Regioni italiane ed affidata ad Istituti che, per erogare corsi e rilasciare Qualifiche autorizzate e riconosciute sul territorio nazionale ed europeo, devono possedere elevati standard qualitativi.

Tale sistema rende possibile maturare ed acquisire competenze ed abilità da spendere nel mercato del lavoro, senza dover impiegare tempi troppo lunghi.

La possibilità di intraprendere un percorso di Formazione professionale è praticamente rivolta a tutti: giovani diplomati e laureati che vogliano migliorare ed approfondire le proprie conoscenze in un determinato settore; ragazzi che abbiano terminato il percorso di assolvimento all’obbligo scolastico e cerchino di inserirsi nel mondo del lavoro; disoccupati che vogliano rimettersi in gioco; lavoratori che intendano migliorare il loro bagaglio di competenze.

Frequentare un corso di formazione autorizzato è una scelta importante che va fatta prima di tutto sulla base delle attitudini e delle motivazioni che ci spingono ad imparare una professione.

La miglior cosa da fare è affidarsi ad un Servizio di Orientamento che l’Istituto autorizzato stesso deve essere in grado di fornire a chi fa richiesta di un determinato percorso formativo.

Un colloquio di orientamento e selezione è il mezzo attraverso il quale sarà possibile individuare realmente il corso più adatto alle proprie caratteristiche ed esigenze.

È attraverso la descrizione dettagliata del corso, l’illustrazione delle materie e degli sbocchi occupazionali, la possibilità di svolgere un tirocinio formativo o un laboratorio pratico, che sarà più semplice individuare il corso di formazione migliore rispetto alle singole attitudini.

Le nostre storie di successo e le testimonianze quotidiane dei nostri allievi ci mostrano quanto sia stato importante, nel corso degli anni, aver saputo orientare le persone verso la scelta giusta!

Chi è l’educatore per l’infanzia e in cosa consiste il suo lavoro?

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L’Educatore per l’infanzia è, come suggerisce il titolo, una figura professionale che ha conoscenze e competenze specifiche nel campo dell’educazione e della formazione dei bambini.

Questa nuova figura sostituisce l’Operatore per Infanzia (O.P.I.), con tante abilità e competenze in più che permettono di seguire i bambini nel percorso di crescita e sviluppo delle loro capacità creative e relazionali. Si parla quindi di bimbi a 360 gradi: dalla didattica al momento del pasto, dalle attività ludiche e integrative  ad attività finalizzate alla socializzazione.

L’educatore progetta e realizza iniziative culturali, ricreative ed espressive, promuovendo l’integrazione, lo sviluppo delle capacità del bambino, l’apprendimento e l’attuazione di percorsi di autonomia.
Il suo compito è quello di organizzare e gestire tutti gli eventi quotidiani dei bimbi attraverso l’attuazione e la produzione di spazi e progetti educativi che rispondano alle loro esigenze e ritmi di sviluppo.

Presupposti necessari per diventare un buon Educatore sono alcuni tratti caratteriali come la sensibilità e l’attenzione ai problemi infantili, dovendo egli lavorare in qualsiasi ambito, cultura e sociale, a stretto contatto con le famiglie e in collaborazione con altre figure professionali.
Questa figura, infatti, può operare all’interno di strutture socio-educative, pubbliche o private, come Asili Nido, Scuole materne ed elementari, centri doposcuola, centri per l’affido e l’adozione, case famiglia, ludoteche, reparti ospedalieri pediatrici e così via.

Per saperne di più su come diventare Educatore per l’Infanzia, clicca qui:
http://www.ilsformazione.it/home/corsi/corso-educatore-infanzia/

La figura professionale dell’Animatore Sociale

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Chi è l’Animatore Sociale, cosa fa e dove lavora?
Sono solo alcune delle FAQ (domande frequenti) su questa professione che possono venire in mente a chi stia valutando diverse possibilità per il proprio futuro o a chi voglia approfondire la conoscenza di questo sbocco professionale prima di iscriversi a un corso di formazione.
In questo articolo cercheremo di offrire le informazioni principali su una professione di cui si sente parlare sempre più spesso.

Chi è l’Animatore Sociale?
L’Animatore Sociale è un operatore che svolge diverse attività finalizzate a sviluppare le potenzialità di singole persone o di gruppi, promuovendo processi di prevenzione del disagio e favorendone l’inserimento e la partecipazione sociale.

Cosa fa l’Animatore Sociale?
L’Animatore Sociale progetta e gestisce attività di carattere educativo, culturale e di intrattenimento a diretto contatto con bambini, anziani, adolescenti, portatori di handicap, soggetti con disturbi psichiatrici e così via, lavorando a diretto contatto con le persone e portando avanti in modo continuativo attività ricreative, artistiche e motorie.
Gli ambiti di intervento dell’Animatore Sociale fanno riferimento a tre principali aree: area socio-culturale, con progetti e servizi di carattere culturale, espressivo e comunicativo; area socio-educativa, con progetti e servizi di carattere educativo, espressivo e ludico; area assistenziale e sanitaria, con servizi residenziali e semiresidenziali e nell’ambito di progetti di prevenzione, cura, riabilitazione e assistenza.

Con chi lavora l’Animatore Sociale?
L’Animatore Sociale opera in stretta collaborazione con altre figure professionali e con i servizi del territorio.

Dove lavora L’Animatore Sociale?
Egli trova collocazione, come lavoratore dipendente o autonomo, presso strutture pubbliche e private in cui si svolgono attività finalizzate alla promozione delle potenzialità di relazione, partecipazione e autostima individuali e collettive, e orientate alla prevenzione della marginalità e del disagio sociale.
Tra le strutture pubbliche e private con queste caratteristiche ci sono: servizi di asili nido, case di riposo, centri diurni per minori disabili, ludoteche, comunità educative per minori ed adolescenti, centri vacanze, SERT, centri di educazione territoriale e molte altre.

Quali sono le caratteristiche personali necessarie per diventare Animatore Sociale?
Per diventare Animatore Sociale occorre essere naturalmente dotati di un buona dose di simpatia, facilità a socializzare e far socializzare, essere in grado di lavorare in team, voglia di giocare, attitudine teatrale, buone doti comunicative ed espressive, tendenza al problem-solving, e una natura paziente, disponibile e sensibile. Tutte queste caratteristiche sono sicuramente necessarie ma non bastano:
per diventare Animatore Sociale occorre infatti seguire un corso specifico, al quale si accede con il pre-requisito fondamentale del diploma di scuola superiore.

Per saperne di più sul Corso di Animatore Sociale dell’Istituto Luigi Sturzo basta cliccare qui!

Come ottenere il riconoscimento professionale dei propri titoli all’estero

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Se state pensando di lavorare fuori Italia, questo articolo fa per voi: vi saranno spiegate le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali in uno Stato europeo diverso da quello dove le qualifiche sono state ottenute.

Cos’è il riconoscimento professionale?
Il riconoscimento professionale è il riconoscimento di un titolo accademico che abilita allo svolgimento di una professione regolamentata svolta in regime di non subordinazione e in modo stabile.
È possibile richiedere questa forma di riconoscimento se si è in possesso di:

  • un titolo professionale ottenuto a conclusione di un percorso di o un titolo di abilitazione;
  • una qualifica professionale, cioè il possesso di specifici standard di conoscenza, abilità e competenze raggiunto tramite un corso di studi e/o un’esperienza lavorativa. La qualifica può essere certificata da un attestato di competenza o di formazione o da un’esperienza professionale. In Italia, le qualifiche professionali sono quelle relative ai settori artigianale, commerciale ed industriale.

Le professioni regolamentate possono inoltre avere un riconoscimento automatico dei titoli di studio o un riconoscimento parziale. Il riconoscimento è automatico per le professioni di medico, odontoiatria, veterinario, farmacista, infermiere, ostetrico e architetto mentre rientrano nel secondo gruppo circa 800 professioni.

Qual è la procedura per il riconoscimento della qualifica professionale?
Le procedure per accedere a una professione regolamentata in un altro paese dell’UE variano a seconda
delle vostre intenzioni:

  1. se l’intenzione è quella di stabilirvi stabilmente nel paese ospitante per esercitare la vostra professione, occorre il riconoscimento delle qualifiche;
  2. se, invece, volete prestare i vostri servizi solo temporaneamente, basta presentare una dichiarazione preliminare scritta all’autorità competente almeno un mese prima dell’arrivo nello Stato.

La Direttiva comunitaria (2005/36/CE) sul riconoscimento professionale, infatti, prevede la possibilità, per i soli cittadini dell’Unione Europea, di erogare prestazioni professionali occasionali (temporanee, sulla base di un rapporto di collaborazione continuativa) senza stabilirsi definitivamente nello Stato e senza iscriversi all’albo professionale nazionale. Se la vostra professione ha a che fare con la salute pubblica e la sicurezza, il paese ospitante potrebbe decidere di verificare prima le qualifiche.

Nel caso in cui si voglia svolgere la propria professione stabilmente in uno Stato europeo e si tratti di una professione regolamentata, occorre ottenere il pieno riconoscimento delle qualifiche prima di iniziare a lavorare. Bisogna, quindi, rispettare i criteri di legge finalizzati al riconoscimento dei titoli professionali (ad esempio: un titolo di studio, un esame di stato, un periodo di praticantato, eccetera).

Come si ottiene il riconoscimento delle qualifiche professionali?
Ecco tutto ciò che occorre fare:

  • Prima di tutto bisogna inviare via posta all’ufficio incaricato del Ministero competente una serie di documenti (tra cui certificato di nazionalità, di residenza e tutti i documenti che comprovano il possesso delle qualifiche professionali).
  • Entro 30 giorni il Ministero deve accertare la completezza della documentazione e, se necessario, richiedere ulteriori integrazioni.
  • Una volta ricevuta la domanda completa, il processo di valutazione della domanda si deve concludere entro tre/quattro mesi dalla data di presentazione della domanda.
    • 3 mesi per chi beneficia del riconoscimento automatico: medico, infermiere responsabile dell’assistenza generale, ostetrica, veterinario, dentista, farmacista o architetto.
    • 4 mesi per tutte le altre professioni.
  • Nel caso di differenze sostanziali tra le qualifiche professionali del richiedente e la formazione richiesta dalle norme nazionali del paese in cui si vuole andare, vi verranno richieste misure compensative (un tirocinio di adattamento oppure il superamento di una prova attitudinale).

Una volta ottenuto il riconoscimento delle qualifiche, sarà possibile accedere alla professione ed esercitarla alle stesse condizioni dei cittadini di quel paese.
In caso di rigetto della domanda, le autorità locali sono tenute a fornire tutte le motivazioni.

Nel secondo caso, quello in cui la propria professione non sia regolamentata nel paese di origine, sarà necessario dimostrare di possedere una esperienza professionale di almeno due anni svolta negli ultimi dieci.

Informazioni utili: enti di assistenza in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali

  • Il Punto Nazionale di Contatto italiano: presso il Dipartimento per le Politiche comunitarie
  • Il CIMEA – Centro d’Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche

In ogni stato membro dell’UE esiste un punto nazionale di contatto per avere informazioni più dettagliate sulle norme e principi che regolano il riconoscimento delle qualifiche.

Come si scrive un Curriculum Vitae europeo?

By | Curriculum, Formazione, Lavoro | Comments

Il curriculum vitae è un vero e proprio “documento di presentazione”, da avere sempre pronto e aggiornato
con le ultime esperienze formative e lavorative, che può aprirci le porte del mondo del lavoro.
Ma come si scrive un CV europeo?

Probabilmente la cosa migliore da fare, prima di mettersi alla scrivania a scrivere il proprio, è quella di studiare il modo migliore per presentarsi e definire i punti fondamentali del proprio percorso che rispondono ai requisiti dell’inserzione specifica alla quale state rispondendo.
Il CV, infatti, deve essere sintetico e contenere le informazioni più significative e, soprattutto, più in linea con la figura richiesta.

Vi segnaliamo questo link Europass dal quale è possibile scaricare un modello da compilare e anche un’ottima e dettagliata guida per scrivere correttamente un CV europeo. Vi anticipiamo alcuni punti per un primo approccio alle sezioni che lo compongono.

Dati anagrafici
La prima sezione del CV è certamente quella dei propri dati anagrafici: nome e cognome, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo email e così via sono le prime informazioni da inserire e contengono anche i canali attraverso i quali l’azienda, se interessata, potrà contattarvi.

Formazione
E’ consigliabile, come anticipato prima, personalizzare questa sezione del CV con le notizie e le esperienze più
inerenti alla figura lavorativa ricercata dall’inserzionista al quale lo state inviando. Le informazioni che non possono
mancare sono la data e la durata del corso di studi, il nome e la località dell’istituto, la tipologia, l’anno di
conseguimento dell’attestato e, se presente, il voto.

Esperienze lavorative
Per quanto riguarda le esperienze professionali, i dati da inserire sono più o meno gli stessi della sezione precedente;
naturalmente, riferiti alle mansioni svolte. Non occorre perdersi in dettagli ma è giusto essere esaustivi
e indicare tutte le tipologie di lavori finora svolti.

Abilità professionali
E’ una delle parti più personalizzabili del CV e consigliamo di sfruttare al meglio questa caratteristica, mettendo
in risalto eventuali obiettivi raggiunti o esperienze all’estero, sottolineando competenze linguistiche relative a
lingue straniere, capacità relazionali e organizzative, o tecniche, artistiche e così via.

Vi invitiamo ad approfondire ogni sezione con la guida disponibile al link che vi abbiamo indicato sopra e vi lasciamo
con qualche consiglio.

  • Il primo impatto è importantissimo! I datori di lavoro infatti impiegano di solito meno di un minuto
    per valutare un CV ed effettuare una prima selezione dei candidati.
  • Siate chiari e sintetici: il CV deve essere al massimo di 2 pagine.
  • La tua esperienza professionale è limitata? Inizia con il descrivere la tua formazione, dando risalto alle
    attività di tirocinio o volontariato che hai svolto!

In bocca al lupo a tutti dall’Istituto Luigi Sturzo!

L’Assessorato al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania approva il Repertorio delle Qualificazioni Professionali

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Buone notizie dalla Regione Campania. L’Assessorato al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania ha infatti approvato il Repertorio delle Qualificazioni Professionali. Il Repertorio riconosce a livello Europeo le competenze acquisite attraverso i percorsi formativi predisposti e approvati dalla Regione.

Finora sono state riconosciute 327 Qualificazioni appartenenti a 24 Settori Economico-Professionali.
Il Repertorio, comunque, è ancora oggetto di modifiche e ancora altre figure professionali sono in fase di approvazione.

Di seguito l’elenco:

SETTORE ECONOMICO PROFESSIONALENUMERO QUALIFICAZIONI AUTORIZZATE
SERVIZI TURISTICI34
CARTA E CARTOTECNICA2
EDILIZIA23
PRODUZIONI ALIMENTARI15
SERVIZI CULTURALI E DI SPETTACOLO22
MECCANICA; PRODUZIONE E MANUTENZIONE DI MACCHINE; IMPIANTISTICA82
ESTRAZIONE GAS, PETROLIO, CARBONE, MINERALI E LAVORAZIONE PIETRE16
LEGNO E ARREDO6
STAMPA ED EDITORIA9
VETRO, CERAMICA E MATERIALI DA COSTRUZIONE24
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA1
AREA COMUNE11
SERVIZI DI INFORMATICA4
SERVIZI DI DISTRIBUZIONE COMM.LE4
TRASPORTI3
TAC e SETTORE MODA36
SERVIZI PER LA PERSONA17
SERVIZI DI PUBLIC UTILITIES14
SOCIO – SANITARIO4

Per leggere l’articolo di riferimento sul portale della Regione Campania, basta cliccare qui.