Come ottenere il riconoscimento professionale dei propri titoli all’estero

By 8 Marzo 2016Formazione, Lavoro

Se state pensando di lavorare fuori Italia, questo articolo fa per voi: vi saranno spiegate le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali in uno Stato europeo diverso da quello dove le qualifiche sono state ottenute.

Cos’è il riconoscimento professionale?
Il riconoscimento professionale è il riconoscimento di un titolo accademico che abilita allo svolgimento di una professione regolamentata svolta in regime di non subordinazione e in modo stabile.
È possibile richiedere questa forma di riconoscimento se si è in possesso di:

  • un titolo professionale ottenuto a conclusione di un percorso di o un titolo di abilitazione;
  • una qualifica professionale, cioè il possesso di specifici standard di conoscenza, abilità e competenze raggiunto tramite un corso di studi e/o un’esperienza lavorativa. La qualifica può essere certificata da un attestato di competenza o di formazione o da un’esperienza professionale. In Italia, le qualifiche professionali sono quelle relative ai settori artigianale, commerciale ed industriale.

Le professioni regolamentate possono inoltre avere un riconoscimento automatico dei titoli di studio o un riconoscimento parziale. Il riconoscimento è automatico per le professioni di medico, odontoiatria, veterinario, farmacista, infermiere, ostetrico e architetto mentre rientrano nel secondo gruppo circa 800 professioni.

Qual è la procedura per il riconoscimento della qualifica professionale?
Le procedure per accedere a una professione regolamentata in un altro paese dell’UE variano a seconda
delle vostre intenzioni:

  1. se l’intenzione è quella di stabilirvi stabilmente nel paese ospitante per esercitare la vostra professione, occorre il riconoscimento delle qualifiche;
  2. se, invece, volete prestare i vostri servizi solo temporaneamente, basta presentare una dichiarazione preliminare scritta all’autorità competente almeno un mese prima dell’arrivo nello Stato.

La Direttiva comunitaria (2005/36/CE) sul riconoscimento professionale, infatti, prevede la possibilità, per i soli cittadini dell’Unione Europea, di erogare prestazioni professionali occasionali (temporanee, sulla base di un rapporto di collaborazione continuativa) senza stabilirsi definitivamente nello Stato e senza iscriversi all’albo professionale nazionale. Se la vostra professione ha a che fare con la salute pubblica e la sicurezza, il paese ospitante potrebbe decidere di verificare prima le qualifiche.

Nel caso in cui si voglia svolgere la propria professione stabilmente in uno Stato europeo e si tratti di una professione regolamentata, occorre ottenere il pieno riconoscimento delle qualifiche prima di iniziare a lavorare. Bisogna, quindi, rispettare i criteri di legge finalizzati al riconoscimento dei titoli professionali (ad esempio: un titolo di studio, un esame di stato, un periodo di praticantato, eccetera).

Come si ottiene il riconoscimento delle qualifiche professionali?
Ecco tutto ciò che occorre fare:

  • Prima di tutto bisogna inviare via posta all’ufficio incaricato del Ministero competente una serie di documenti (tra cui certificato di nazionalità, di residenza e tutti i documenti che comprovano il possesso delle qualifiche professionali).
  • Entro 30 giorni il Ministero deve accertare la completezza della documentazione e, se necessario, richiedere ulteriori integrazioni.
  • Una volta ricevuta la domanda completa, il processo di valutazione della domanda si deve concludere entro tre/quattro mesi dalla data di presentazione della domanda.
    • 3 mesi per chi beneficia del riconoscimento automatico: medico, infermiere responsabile dell’assistenza generale, ostetrica, veterinario, dentista, farmacista o architetto.
    • 4 mesi per tutte le altre professioni.
  • Nel caso di differenze sostanziali tra le qualifiche professionali del richiedente e la formazione richiesta dalle norme nazionali del paese in cui si vuole andare, vi verranno richieste misure compensative (un tirocinio di adattamento oppure il superamento di una prova attitudinale).

Una volta ottenuto il riconoscimento delle qualifiche, sarà possibile accedere alla professione ed esercitarla alle stesse condizioni dei cittadini di quel paese.
In caso di rigetto della domanda, le autorità locali sono tenute a fornire tutte le motivazioni.

Nel secondo caso, quello in cui la propria professione non sia regolamentata nel paese di origine, sarà necessario dimostrare di possedere una esperienza professionale di almeno due anni svolta negli ultimi dieci.

Informazioni utili: enti di assistenza in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali

  • Il Punto Nazionale di Contatto italiano: presso il Dipartimento per le Politiche comunitarie
  • Il CIMEA – Centro d’Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche

In ogni stato membro dell’UE esiste un punto nazionale di contatto per avere informazioni più dettagliate sulle norme e principi che regolano il riconoscimento delle qualifiche.