Cresce l’uso dei Social Media in Italia, si modella la loro utilità: oltre a condividere pensieri, immagini, musica, abbiamo la possibilità di costruire il nostro profilo presentandoci e definendo tutte le informazioni che ci riguardano, trasformandolo così  in un “curriculum vitae” on line, accessibile a tutti. E ciò rappresenta un vantaggio rispetto a quella piccola percentuale di possibili candidati non presente sui Social Network.

La rete sociale, tuttavia, non risulta un valido strumento solo per i candidati ma anche per i selezionatori.

“I  manager delle risorse umane utilizzano internet in maniera sempre più frequente e approfondita per avere una visione più completa dei candidati in termini di capacità, successi e idoneità all’azienda” spiega Rosemary Haefner, Vicepresidente delle risorse umane di CareerBuilder.com.

E non solo. Il valore aggiunto è quello di “conoscere” i candidati nel proprio mondo, in un contesto più veritiero di un colloquio formale, al fine di valutare le capacità comunicative, i valori in cui il candidato crede e la sua professionalità, per meglio adattarsi alla cultura aziendale.

Adecco, una delle più grandi agenzie di lavoro in Europa, ha realizzato uno studio interessante sul Social Recruiting in Italia, definendo il punto d’incontro sul Web tra domanda ed offerta lavorativa. L’indagine, condotta online in collaborazione con Reputation Manager, è stata svolta tra i mesi di novembre 2011 e gennaio 2012; hanno partecipato 9.100 candidati e 503 selezionatori. Di seguito vi proponiamo l’infografica riassuntiva dello studio condotto.


l’Analisi Effettuata, oltre ad aver evidenziato che quasi il 50% dei selezionatori interrogati utilizza i Social Media come Strumento di Recruiting, sottolinea un dato interessante, di cui potremmo far frutto. Esiste una percentuale di candidati, il 27%, che sono stati scartati da un’opportunità lavorativa a causa di contenuti postati sul web.
Il consiglio dunque è quello di rendere il proprio profilo pubblicato sulla rete il più appetibile e studiato possibile: rimuovere foto, contenuti e collegamenti che possano comunicare messaggi sbagliati a un potenziale datore di lavoro, aggiornare regolarmente il proprio profilo includendo successi personali nel mondo del lavoro e in quello privato, aderire a gruppi ed iniziative non ambigue.

E tu, hai mia provato questo o altri tipi di recruiting?